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17 dicembre, 2018

Lean Thinking, le aziende che “pensano snello” sono più redditizie e appetibili

Si chiama Lean Thinking e significa pensiero snello. Le imprese  che riescono a praticarlo ed a basare su di esso i propri processi di trasformazione riescono ad avere una migliore redditività del capitale investito, circa il 2,7% in più rispetto alle imprese meno snelle o “non lean”, registrando anche un miglior rapporto della posizione finanziaria netta/margine operativo lordo (3,6% in meno). Il dato è emerso dal primo Osservatorio Lean Thinking Icrios Bocconi[1], a cura del professore Arnaldo Camuffo, vicedirettore dell'Invernizzi Center For Research on Innovation, Organization, Strategy and Entrepreneurship (Icrios) della Bocconi, con il supporto di Banco Bpm e della società padovana Auxiell, in collaborazione con Assolombarda e con il patrocinio del Club dei 15, il progetto lean thinking di Confindustria. «L’Osservatorio Lean Thinking – si legge nello studio -  fa leva sul patrimonio costituito dall’Osservatorio AUB, che ogni anno raccoglie i dati di bilancio di tutte le imprese italiane con un fatturato superiore ai 20 milioni di euro, e mette a confronto 171 imprese che hanno sposato la filosofia lean con 3.614 imprese comparabili, che non l’hanno fatto. Le imprese vengono comparate sia dal punto di vista statico (differenze tra un’impresa lean e una che non lo è) sia dinamico (che cosa accade a mano a mano che un’impresa si addentra nel suo percorso lean) secondo tre variabili: redditività del capitale investito, rapporto posizione finanziaria netta/margine operativo lordo e margine operativo lordo».

Si tratta di un metodo inventato da Toyota ottimizzato poi nel tempo. Ma cosa si intende esattamente per Lean Thinking? Potremmo definirla una strategia operativa nata come detto nel settore automotive che è poi stata estesa anche in altri ambiti completamente diversi, creata per aumentare l'efficienza e ridurre se non proprio eliminare gli sprechi. Stiamo parlando di una strategia operativa che mette insieme teoria e pratica con il coinvolgimento di tutti i rami dell'impresa. Il punto di partenza del Lean Thinking è l’identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse. Si parte con l'individuare il proprio valore, cioè il bene o servizio che i clienti sono disponibili ad acquistare. Poi viene identificato il flusso del valore, allineando le attività che creano valore collocandole nella giusta sequenza, mettendole in atto senza interruzioni. Questo flusso deve seguire le richieste del cliente, puntando alla perfezione che diventa il riferimento dei programmi aziendali del futuro. Tale principio viene esteso anche alla categoria dei fornitori. Questo mix di cambiamenti provocherebbe un grande mutamento sul piano organizzativo e di mentalità all'interno dell'impresa, una sorta di rivoluzione culturale, dovuta ad alcune tendenze che si saranno nel frattempo registrate: riduzione dei livelli gerarchici, gruppi di lavoro interfunzionali, snellimento delle funzioni, orientamento ai processi, ecc.). Il differenziale di performance delle imprese lean aumenta  col tempo. Da un lato, le imprese che applicano il Lean Thinking sono più redditizie e più «appetibili» per gli investitori. Dall’altro, imprese che soffrono gap di competitività possono ricorrere al Lean Thinking come modello manageriale per migliorare ed essere credibili nelle richieste di finanziamento. 

Per ogni anno di adozione del lean, la redditività del capitale investito migliora di un ulteriore 2,3% e il rapporto posizione finanziaria netta/margine operativo lordo del 2,2%. Discorso diverso, invece, per il margine operativo lordo che, in generale, è inferiore dello 0,8% nelle imprese lean che in quelle non lean, ma che migliora nel tempo, ad un ritmo dello 0,4% l’anno. «Tale dato riflette il fatto che, all’avvio della Lean Transformation, le imprese sopportano maggiori costi, ad esempio in termini di riorganizzazione e formazione del personale - spiega Camuffo - cambiamenti che cominciano a dare i loro frutti solo dopo un po’». L’Osservatorio ripete la stessa analisi per le sole 30 imprese italiane riconosciute (attraverso premi, precedenti studi ecc.) come le protagoniste delle migliori implementazioni del lean e osserva che queste registrano un redditività del capitale investito altissima (+8,3% rispetto alle non lean) e un margine operativo lordo comparabile a quello delle non-lean, mentre il rapporto posizione finanziaria netta/margine operativo lordo è solo moderatamente migliore rispetto a quello delle non lean (dell’1,1%).

Vincenzo Cimini