296 Vincenzo Cimini Articoli
1 febbraio, 2019

Partita la rivoluzione della fatturazione elettronica

Partita la rivoluzione della fatturazione elettronica: ecco i vantaggi e riduzione di costi per le aziende

Saranno circa 2,8 milioni le imprese che sono obbligate all'inizio dell'anno ad emettere la fattura elettronica: la fetta più grande è rappresentata dai 2,55 milioni di micro imprese, seguite dalle 250.000 medie imprese e dalle 4500 realtà più grandi. L'obbligo è scattato per circa il 56% delle partite Iva italiane. I dati sono stati diffusi dall'Osservatorio Fatturazione Elettronica and eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano, che stima anche un miglioramento della produttività del personale e un risparmio fra i 5 e i 9 euro a fattura. Se si digitalizza l'intero ciclo dell'ordine il risparmio aumenta fra 25 e 65 euro. «Una misura che farà dell'Italia il paese con la normativa più avanzata d'Europa, l'unico in cui sarà obbligatoria sia la fatturazione elettronica verso la Pa sia quelle B2b e B2c – scrive l'Osservatorio -  secondo le dichiarazioni dell'Agenzia delle Entrate sono circa 9 milioni le fatture elettroniche B2b transitate dal Sistema di Interscambio (SdI) fino a novembre 2018, con una crescita significativa nei primi sei mesi del 2018 (272.000 contro le 166.000 del 2017)». Le imprese si sono dunque attivate per tempo, anche se non mancano le difficoltà attuative: il 6,6% delle fatture emesse è stato scartato dal Sistema di Interscambio. «Le difficoltà di attuazione non mancano e alcuni affanni sono evidenti – ha spiegato Claudio Rorato, Direttore dell'Osservatorio - Ma il vero potenziale della fattura elettronica potrà esprimersi a regime e quando le imprese faranno un salto culturale oltre l'adempimento e investiranno nella digitalizzazione di interi processi operativi e non solamente sulla dematerializzazione di un documento». Intanto ci si può consolare con i risultati ottenuti dal Portogallo negli ultimi anni, unico Paese europeo ad aver introdotto l'obbligo. Secondo una analisi dell’UE, proprio l’introduzione della e-fattura ha consentito al Portogallo di uscire velocemente dalla crisi finanziaria che ha colpito il Paese fra il 2008 e il 2012. I Paesi europei dove invece non vi è alcun obbligo di Fatturazione Elettronica, sono la maggioranza. «Il nuovo sistema digitale è concepito per abbandonare il supporto cartaceo a favore di un processo interamente elettronico, - ha spiegato all'Ansa[1] Nunzio Caraci, titolare di Datalog Italia, software house italiana specializzata nel campo del software professionale - dove ogni fattura viene emessa in un formato specifico chiamato XML (eXtensible Markup Language, ndr) caratterizzato da una struttura condivisa. Il file segue infatti un tracciato standard, riconosciuto, leggibile e quindi interoperabile da qualsiasi sistema. La fase iniziale di applicazione comporterà molti disagi a imprese e commercialisti, che dovranno adattarsi alla nuova metodologia e cambiare le proprie abitudini. Tra queste, alle aziende italiane sarà richiesta una maggiore precisione nella fase di emissione del documento che, una volta inviato, non potrà essere ‘ristampato’ ma richiederà delle procedure di rettifica particolari». I vantaggi attesi dagli esperti sembrano essere molteplici per le aziende:

 

  • Revisione dei processi interni con una riorganizzazione forzata, che nel medio termine incrementerà la produttività interna;
  • Più efficienza nella gestione delle attività aziendali con l'inserimento di  dati in un database strutturato, ottenendo in cambio un migliore controllo maggiore su tutte le voci di spesa e fatturato;
  • Riduzione dei costi di gestione interna e in particolare d’inserimento dei dati in contabilità, degli errori e della possibile perdita dei documenti;
  • Condivisione di un modello unico tra fornitore e cliente rendendo più fluido il dialogo tra soggetti diversi, con l'abbattimento dei costi operativi
  • Interoperabilità tra sistemi con condivisione di dati tra piattaforme diverse, con diminuzione dei costi d’integrazione e delle barriere legate all’uso di software diversi.