572 Vincenzo Cimini Articoli
8 luglio, 2019

Anche i manager si innamorano della blockchain

La blockchain viene considerata la tecnologia del momento anche dalle aziende. Secondo una ricerca di Ipsos per Digital 360[1], questa realtà è conosciuta dall'85% delle imprese e dal 20% degli italiani. I manager insomma ne avrebbero compreso il suo potenziale per lo sviluppo aziendale, anche perché già esistono casi di successo in cui questa tecnologia è stata utilizzata in vari settori come modalità di certificazione.  I dati sono stati presentati nel corso di Blockchain Business Revolution, l’evento di Digital360 su vantaggi e rischi di questa tecnologa, giunto alla terza edizione, aperto ad esperti, docenti e manager per spiegare i benefici, la legislazione, le competenze richieste e i potenziali problemi dei progetti di blockchain, a partire dalla presentazione dei casi concreti di applicazione nei diversi settori, come l’industria, l’agrifood, le assicurazioni, la logistica, l’immobiliare, la pubblica amministrazione, l’energia, i pagamenti, fino alla gestione dei documenti e all’e-voting.

Ma cosa si intende esattamente per blockchain? Letteralmente questa espressione significa “catena di blocchi”, quindi una struttura immutabile condivisa: una sorta di database gestito da una rete di nodi, ognuno dei quali ne possiede una copia privata. L'aggiunta di nuovo blocco è globalmente regolata da un protocollo condiviso. Viene quindi paragonata alle banche dati ed ai registri gestiti in modo centralizzato da autorità riconosciute e regolamentate come banche o pubbliche amministrazioni, rappresentandone una conveniente alternativa per costi, sicurezza e affidabilità.

Particolarmente interessante lo spaccato emerso dalla ricerca Ipsos “Dalle cryptocurrency al Made in Italy: l'immagine e le potenzialità della blockchain”, che ha indagato la prospettiva delle persone e delle imprese sulla blockchain attraverso 850 interviste tra la popolazione italiana e 200 tra manager di aziende di diversi settori. Secondo la ricerca «il 20% degli italiani è informato su cosa sia la blockchain, il restante 17% ne ha sentito parlare ma non sa bene di cosa si tratti, il 62% non l’ha mai sentita. La percentuale di chi conosce la tecnologia sale all’85% tra le aziende, per cui ormai risulta un tema ampiamente dibattuto, con appena il 4% dei manager che non ne ha mai sentito parlare. Tra chi la conosce, la blockchain è vissuta come un’opportunità: il 53% della popolazione italiana la ritiene importante per sé e per la propria vita, il 68% per lo sviluppo economico del Paese. Tra i manager d’azienda, addirittura, il 72% ritiene che la blockchain sia importante per la propria vita, il 79% la giudica importante per lo sviluppo economico del Paese». In base alle risposte fornite dai cittadini la trasparenza, l'apertura, la velocità e la sicurezza sono le peculiarità più apprezzate della blockchain. Viene considerata particolarmente utile per eseguire transazioni monetarie e finanziarie (43%), per la cyber security (33%), per la burocrazia e pubblica amministrazione (29%). Anche per i manager al primo posto ci sono le transazioni monetarie e finanziarie (71%), mentre al secondo posto balza la gestione della Supply chain e distribuzione (50%) e la burocrazia (47%). Sorprendentemente i manager non mettono al primo posto la competenza tecnologica come basilare per utilizzare la blockchain all'interno dell'azienda mentre invece ritengono necessarie le competenze organizzative e di conoscenza dei processi.  «La blockchain è ormai uscita dalla fase delle promesse per diventare una realtà per il business -  ha commentato a margine del convegno, Andrea Rangone, Amministratore Delegato di Digital360 - è positiva la crescita di interesse e di consapevolezza tra gli italiani che lascia presagire un’ulteriore spinta nel prossimo futuro. Anche se ancora pochi hanno compreso fino in fondo il grande potenziale che è in grado di esprimere in termini di creazione di nuovi modelli di business, come uno dei pilastri della rivoluzione digitale. Il ruolo delle istituzioni e della politica su questi temi è estremamente importante: è positivo che il nostro paese sia tra i primi a disciplinare a livello giuridico gli smart contract e ad avviare un processo di regolamentazione. Ed è significativa l’iniziativa del MISE che ha fatto partire due gruppi di esperti dedicati a blockchain e Intelligenza Artificiale, per favorire lo sviluppo della conoscenza e di applicazioni concrete».